
Il Presidente uscente della Commissione Barroso, nonostante il suo pessimo mandato, appare come il più probabile successore di se stesso. Il Partito Popolare Europeo si è potuto permettere di aspettare fino al recente vertice di Varsavia (29-30 aprile) per candidarlo apertamente. Forse perché non ha avuto bisogno di farlo prima, in mancanza di una candidatura alternativa?
Il capogruppo del PSE al Parlamento europeo Martin Schulz ha dichiarato che, anche se i socialisti vinceranno le elezioni, non ci sarà un Presidente della Commissione socialista. Il Partito Socialista Europeo sta rinunciando a proporre un proprio candidato alla Presidenza della Commissione europea. Questo incarico rischia di essere assegnato senza tener conto del voto dei cittadini europei.
Ha senso che il PSE abbia approvato un Manifesto per le elezioni europee al Council di dicembre a Madrid, se poi non presenta ai cittadini europei il candidato che si impegna, se sarà eletto, ad attuare tale programma di governo dell’Europa?
Perché i socialisti Brown, Socrates e Zapatero appoggiano la riconferma del popolare Barroso?
Perché il PSE rinuncia a sfidare Barroso in una grande campagna elettorale europea, proponendo un suo candidato alla presidenza della Commissione?
A queste domande dovrebbero dare risposta i socialisti europei. Il PSE ha in mano una carta importante, ma non la vuole giocare.





