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G8: Abbracci a Putin invece di domande scomode

JEF Europe / Comunicato Stampa

Il summit del G8 a San Pietroburgo è destinato a diventare niente più che una costosa opportunità per una foto per alcuni leader mondiali. I Giovani Federalisti Europei (JEF Europe) esprimono la loro preoccupazione per la «Russianizzazione» del G8, si aspettano più impegno e responsabilità dai leader europei e pongono domande chiare riguardo le loro priorità. I Finlandesi che attualmente hanno la Presidenza dell’UE dovrebbero prendere l’iniziativa per creare una posizione comune dell’UE più credibile e più critica verso la Russia.
domenica 16 luglio 2006 di  Jan Seifert, Traduzione di Federico Brunelli | 0 commenti | vota per questo articolo 
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“Ci viene trasmessa da San Pietroburgo un’immagine preoccupante. Il G8 stesso sta diventando russofilo, essendo un’istituzione non democratica e non rappresentativa. Il fatto che questo gruppo di Paesi industrializzati e supposti democratici includa la Russia costituisce una seria ridefinizione del concetto di democrazia” sostiene Jan Seifert, presidente della JEF.

“La Russia non soddisfa molti criteri di una democrazia sviluppata. La completa mancanza di libertà e indipendenza del sistema giudiziario, di stampa e della società civile è solo una delle molte importanti carenze.”

La JEF chiede ai leader europei presenti al summit di sollevare la questione dei diritti umani prima di discutere di affari con Putin. La JEF propone che la Finlandia, come Paese presidente di turno dell’UE, utilizzi la sua speciale esperienza storica, le buone relazioni e la posizione geo-politica in modo più determinato per perseguire i principi democratici dell’UE nelle relazioni con la Russia.” commenta Jan Seifert.

“Le tematiche poste al centro del vertice dalla Russia, l’energia e l’istruzione, lasciano completamente da parte questioni più stringenti come il bilancio raccapricciante di Putin in materia di rispetto dei diritti umani, la repressione violenta degli interessi civili in Cecenia e l’altamente discutibile appoggio al dittatore bielorusso Lukashenko.”

“Un altro motivo di preoccupazione è l’energia. I recenti sviluppi nei mercati dell’energia hanno mostrato che non c’è ad oggi alcuna sicurezza energetica per i membri dell’UE né per i nostri vicini dell’Europa orientale. E’ tempo ormai per i grandi Paesi membri di riconsiderare il loro diritto di veto su una politica comune nel settore energetico. La signora Merkel dovrebbe avere il coraggio di modificare la posizione nazionalista tedesca” chiede Jan Seifert.

Jan Seifert conclude: ”Sembra che fare buon viso a Putin, disciplina inventata dall’ex Cancelliere tedesco Gerhard Schröder, sia diventato una pratica comune dei leader del G8. I leader europei dovrebbero dire chiaramente a Putin che deve mettere più impegno nel rafforzamento della società democratica nel suo Paese prima di uscire e mescolarsi con i grandi.”

Traduzione di Federico Brunelli

CC by-nd


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