Caso Mills. Il Paese dei contrari e delle mezza verità

, di Matteo Manfredini

Caso Mills. Il Paese dei contrari e delle mezza verità

Chi nel nostro paese parla di media manipolati e parziali, chi dice che i veri giornalisti sono in via di estinzione, chi fa notare quanto i telegiornali e la carta stampata pratichi ampi tagli, viene stigmatizzato come un estremista ideologizzato. Un outsider da non prendere troppo in considerazione, un fautore della teoria della cospirazione.

Il caso Mills sui media italiani...

Ieri Mills è stato condannato per avere ricevuto una tangente da Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Oggi mi aspettavo grandi titoli su questo fatto molto serio, ampi spazi sui programmi di approfondimento e su tutte le reti nazionali. Questa mattina invece l’attenzione si è focalizzata sulla crisi del PD e sulle dimissioni di Veltroni da Segretario Generale. Ancora una prova di come nel nostro Paese le cose funzionino esattamente al contrario. Questa volta non voglio fare delle disquisizioni personali sulla vicenda, dettate dalle mie idee piuttosto che dalla mia costernazione nell’apprendere certe cose. Questa volta vorrei fornire solamente i fatti e ognuno potrà pensare se la censura nei nostri mezzi di informazione esiste o meno.

Sul Corriere della Seraon line la notizia è stata riportata ieri pomeriggio 17 febbraio, nei titoli il nome di Berlusconi non compariva nemmeno (anche se la logica porta a pensare che se Mills è stato corrotto ci deve per forza essere un corruttore) e questa mattina alle undici la notizia non compariva più. Sparita, cancellata o meglio censurata. Sul sito di Repubblicasempre alle undici la vicenda era posta in undicesima posizione, preceduta dalla visita a sorpresa di Frattini in Afghanistan e ovviamente dal festival di Sanremo. Sulla Stampa, il fatto è tra le notizie di cronaca. Inutile soffermarci sui tagli dei telegiornali sul nome del presunto corruttore o sulla non considerazione del fatto nei vari Porta a Porta, Matrix etc. etc.

...e sui media stranieri

Come sempre in questi casi, ci vengono in soccorso l’Europa e la stampa estera. La prima ci ha dato la possibilità, grazie ai suoi progetti e programmi, di imparare almeno una lingua straniera e la seconda riporta notizie senza filtri.

Sull’Herald Tribune, la notizia di Mills era la prima nella sezione Europa: «Lawyer convicted of taking bribe to shield Berlusconi» (avvocato condannato per aver preso tangenti per protetto Berlusconi); per la cronaca al terzo posto vi era la nomina a Vescovo in Austria, fatta da Papa Benedetto XVI, di Gerhard Maria Wagner, già noto per avere detto che l’omosessualità è curabile e che l’uragano Katrina, che colpì New Orleans, era una punizione divina. Decisione che sta provocando molto scompiglio all’interno dello stesso clero cattolico, ma che a noi non è dato conoscere.

Sulla CNN, sempre nelle notizie concernenti l’Europa, possiamo leggere «Uk lawyer jailed in Berlusconi-linked bribe case» ( avvocato britannico incarcerato per una questione di tangenti collegata a Berlusconi).

La BBC forse fornisce il servizio migliore, una sezione dedicata a perché il caso Berlusconi-Mills, non compare sui media italiani: «Italy unmoved by Berlusconi bribe case» (l’Italia impassibile per il caso corruzione di Berlusconi). Davvero un articolo eccelso che tutti dovrebbero leggere.

Potrei continuare, ma penso che la panoramica sia sufficiente per fare capire quello che sta succedendo nel nostro Paese. The Freedom House, un autorevole think tank americano che si occupa della libertà di stampa nel mondo, aveva classificato l’Italia nel 2004,2005 e 2006 come paese semi-libero in quanto a libertà di stampa. Eravamo al pari di Turchia, Romania e Bulgaria, mi chiedo quale sarà il nostro piazzamento nel 2009 dopo questi fatti.

Quando la nostra generazione raggiungerà la consapevolezza di appartenere ad una cultura europea, quando i nostri figli parleranno tre o quattro lingue, questi fenomeni non si verificheranno più. I mezzi stampa che raccontano notizie parziali o censurate non verranno più letti e saranno screditati, finalmente ci sarà la libera scelta e si costituirà la vera democrazia anche nell’informazione.

Immagine: Quotidiani esteri. Fonte: Flickr

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