Cosa pensa Putin dell’Europa

, di Pietro Gallina

Cosa pensa Putin dell'Europa

Sergio Romano, rispondendo recentemente alla domanda di un lettore del Corriere della Sera, aveva spiegato quali possono essere secondo lui le cause che impediscono un eventuale allargamento dell’UE alla Russia. Berlusconi aveva più volte auspicato durante i suoi incontri internazionali nella precedente legislatura che ciò potesse avvenire, ma non c’è mai stato un riscontro positivo da parte di Putin.

Può essere un desiderio dell’Europa ma non sicuramente della classe politica russa. Attualmente l’UE sta valutando la possibilità di allargare i confini ad uno Stato dai tratti poco europeisti come la Turchia. La Russia ha una cultura sostanzialmente occidentale, che si è sviluppata massicciamente dalla fine del ‘700 in poi nel solco della tradizione europea. I suoi romanzieri, drammaturghi, poeti, musicisti, pittori e scultori appartengono al nostro mondo e parlano il nostro linguaggio. Inoltre la Russia nella storia recente ha pesantemente influenzato gran parte dei paesi europei, partendo dai paesi dell’Est, ma per poi arrivare anche in Italia. Quindi ci si potrebbe domandare come mai la Russia non intenda aderire in maniera incondizionata all’UE.

Sergio Romano va a cercare la risposta nelle esigenze nazionalistiche e quindi protezionistiche della sovranità moscovita

Sergio Romano va a cercare la risposta nelle esigenze nazionalistiche e quindi protezionistiche della sovranità moscovita. In fondo non è come il caso turco, perché la Russia è un paese complesso che è coinvolto sia sullo scenario occidentale che su quello orientale.

La Russia nel mercato economico mondiale

La Russia è uscita da pochi anni dal comunismo e Eltsin e Putin hanno accelerato il processo per un conversione verso una politica capitalistica. Tale rapidità è costata molto al popolo russo negli anni novanta, però adesso la Russia può contare su un aumento della ricchezza e su un sistema economico più equilibrato. Non bisogna però dimenticare che la storia della Russia è contrassegnata da forme di governo centralizzate e poco democratiche, sia in epoca zarista (basti pensare che la servitù della gleba venne abolita solamente nel 1861), che in epoca comunista. Nella mentalità del popolo russo sembra pertanto rimanere l’esigenza di forme di governo forti e centralizzate su un’unica persona, anche a patto di rinunciare a una democrazia piena. Da un altro punto di vista la Russia è cambiata notevolmente dall’epoca comunista, sia in termini di organizzazione statale che in termini di territori governati (avendo perso le repubbliche ex-sovietiche), cosicché deve cercare il modo di riacquisire un peso politico internazionale forte, garantendo la propria identità. Non è un caso che la Russia tenga in questi anni un profilo improntato al nazionalismo: sa di avere avuto un ruolo di primo piano nel passato, sa di avere le possibilità di ottenere un ruolo altrettanto importante nel futuro, ma è conscia che attualmente deve ancora stabilizzarsi dopo la caduta dell’URSS. Fra l’altro è successa una cosa simile anche alla Chiesa Ortodossa, che è uscita da molti anni di repressione comunista e adesso tiene molto alla propria identità (e tende a rifiutare qualsiasi apertura ecumenica), perché deve stabilizzarsi ed acquisire un ruolo di primo piano.

La Russia può contare sulla sua ricchezza di materie prime e su alleanze internazionali forti, in particolar modo con le repubbliche ex-sovietiche.

La Russia può contare sulla sua ricchezza di materie prime e su alleanze internazionali forti, in particolar modo con le repubbliche ex-sovietiche. Tuttavia gli analisti della Deutsche Bank richiamano l’attenzione sull’immutata dipendenza della “salute economica” della Russia dalle esportazioni di materie prime come gas e petrolio. È quindi un’economia che funziona fintanto che i prezzi di tali materie si manterranno elevati. Punta sulla vendita e non sullo sviluppo dell’industria e quindi nell’elaborazione delle materie, settore tipicamente ad alta redditività e che richiamerebbe gli investimenti stranieri. Inoltre le privatizzazioni e uno scandalo come quello della compagnia petrolifera Yukos rischiano di allontanare i capitali esteri.

La Russia e l’Unione europea La Russia ha bisogno dell’Europa perché, pur disponendo di materie prime, ha bisogno di tecnologie e di investimenti stranieri. L’Europa è il punto più vicino e redditizio. Tuttavia Putin costantemente rivendica la sovranità della Russia e non ammette qualsiasi ingerenza nelle questioni interne. Ciò si è manifestato in primo luogo con la questione della Cecenia, che viene criticata in ambito europeo per una gestione a dir poco discutibile. Inoltre in Aprile Putin ha chiesto la riduzione degli armamenti della NATO, paventando in caso contrario una moratoria sul Trattato sulle Armi Convenzionali in Europa (CFE), pietra miliare della fine della guerra fredda. Le continue minacce sull’interruzione della fornitura di gas all’Europa contribuiscono a mantenere un rapporto sempre molto teso.

Nel maggio del 2007 c’è stato inoltre un summit UE-Russia (svoltosi fra le proteste e dove addirittura Kasparov era stato arrestato) per iniziare i negoziati del Trattato di Partenariato e Cooperazione Russia-UE. Il tutto si era concluso con un nulla di fatto; per Putin ciò è stato dovuto all’egoismo economico di alcuni paesi europei”. Putin però sa che avrebbe tutti gli interessi a stringere cooperazioni forti con l’Europa. Come è già stato detto l’economia è forte ma non resistente e non può fare a meno in eterno dell’aiuto di altri Stati. Per ora la potenza economica viene usata come minaccia per richiedere maggior voce nell’ambito dei direttori internazionali. Un miglioramento dei rapporti Russia-UE avrebbe anche il vantaggio di incrementare la competitività dei prodotti russi che devono sottostare a normative meno restrittive di quelle CEE.

Dall’altro lato l’UE deve puntare a cooperare con la Russia perché: • aumenterebbe il proprio peso politico in ambito internazionale, tenendo conto che la Russia ha visibilità sia sullo scenario occidentale che su quello orientale • può rappresentare un ottima opportunità per gli investimenti • riducendo le limitazioni doganali si verrebbe ad aprire un mercato immenso come quello russo, etc…

Entrambe hanno quindi un gran interesse a cooperare. Bisogna però tener presente che la Russia non ha alcun interesse a rinunciare alla propria sovranità, sia per ragioni storiche, sia perché è una democrazia ancora giovane. Pertanto bisogna continuare nell’ambito della cooperazione, senza dimenticare che la Russia ha tutto l’interesse nell’intrattenere rapporti con l’UE, nonostante continui a provocarla. Un futuro di piena collaborazione fra Russia ed Europa sembra essere vantaggioso per tutti. Magari un giorno saremo più abituati a scrivere Europa in cirillico: Eвропу.

Fonte dell’immagine Flickr.com - Flickr.com - Makser

See also: Sergio Romano sul Corriere della Sera

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