Sulla CIG di Bruxelles del 21 e 22 giugno sul futuro della Costituzione europea

I cittadini europei sono stanchi dei veti nazionali

, di Massimo Contri

I cittadini europei sono stanchi dei veti nazionali

Nei prossimi giorni, il 21 e 22 giugno, si svolgerà a Bruxelles la Conferenza Intergovernativa dei Capi di Stato e di Governo che dovrà decidere sul futuro della Costituzione Europea.

Alla vigilia di questo vertice la Gioventù Federalista Europea (GFE) ha chiesto a Prodi di sottoscrivere la campagna per un referendum europeo (www.europeanreferendum.eu).

“Egregio Presidente, Le scriviamo perché, in occasione del Consiglio Europeo del 21-22 giugno, sostenga con forza la necessità per l’Europa di dotarsi di una Costituzione che non venga demolita dal ricorso al metodo intergovernativo ma che si doti delle riforme necessarie a funzionare con efficienza, prima tra tutte l’eliminazione del diritto di veto, e che sia ratificata dal popolo europeo tramite un referendum da tenersi lo stesso giorno in tutti gli stati membri.” Inizia cosi la lettera inviata dalla GFE al Presidente del Consiglio Romano Prodi in occasione dell’imminente Consiglio Europeo in cui si deciderà il futuro del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa.

"A 50 anni dai Trattati di Roma- dichiara la presidente della Gioventù Federalista Europea Chiara Cipolletta- l’Europa ha bisogno di riforme radicali e, tra le proposte dei giovani federalisti, trova posto l’abbandono immediato del metodo intergovernativo e del diritto di veto, che paralizzano la capacità di azione dell’Unione, e la creazione di una politica estera e di sicurezza comune per agire con una sola voce nel mondo.”

A 50 anni dai Trattati di Roma, l’Europa ha bisogno di riforme radicali ...

“Il fallimento del processo di ratifica- spiega il segretario generale della GFE Massimo Contri- mostra chiaramente la necessità che sia il popolo europeo nel suo complesso ad esprimersi sul nuovo progetto costituzionale. Solo un dibattito veramente pan-europeo può aiutarci a non ripetere gli errori delle ratifiche nazionali.”

Il fallimento del processo di ratifica mostra chiaramente la necessità che sia il popolo europeo nel suo complesso ad esprimersi sul nuovo progetto costituzionale ...

Per sostenere questa idea i giovani federalisti europei hanno organizzato sabato 16 giugno un Referendum Day, raccogliendo, in decine di città europee, centinaia di firme a favore di un referendum consultivo sulla Costituzione Europea da tenersi in tutti gli Stati Membri nello stesso giorno delle elezioni europee del 2009.

Del resto un sondaggio pubblicato il 18 giugno dal Financial Times fa notare come la grande maggioranza dei cittadini europei sostenga l’idea di un referendum e, insieme a questo, che l’Europa si doti degli strumenti necessari per poter agire sulla scena mondiale, come un Ministro degli Esteri.

Più di 10.000 persone hanno già firmato sia in piazza sia sul sito www.europeanreferendum.eu e la GFE chiede al Presidente del Consiglio di sostenere ufficialmente questa proposta, già presente nel suo programma elettorale e recentemente ribadita durante l’incontro programmatico di Caserta.

Il diritto di veto che ha bloccato le riforme europee per troppo volte rischia ancora una volta di far rimanere delusi i cittadini europei. Questa delusione lacera la stessa idea di Europa che tende ad affievolirsi fino a sembrare inutile. È ora invece che l’Europa sia in grado di ridare slancio alle speranze dei propri cittadini, sopratutto di quelli più giovani, che, a partire dalla Convenzione europea dei giovani fino allo Youth Summit dello scorso marzo a Roma, hanno chiesto una Costituzione federale ed un Governo europei.

Segue la lettera:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi

Egregio Presidente, Le scriviamo perché, in occasione del Consiglio Europeo del 21-22 giugno, sostenga con forza la necessità per l’Europa di dotarsi di una Costituzione che non venga demolita dal ricorso al metodo intergovernativo ma che si doti delle riforme necessarie a funzionare con efficienza, prima tra tutte l’eliminazione del diritto di veto, e che sia ratificata dal popolo europeo tramite un referendum da tenersi lo stesso giorno in tutti gli stati membri.

I giovani federalisti europei hanno inviato una lettera aperta al Cancelliere Angela Merkel, ai tutti i governi europei, al Presidente della Commissione, al Presidente del Parlamento Europeo e agli sherpa di cui è nota l’identità per chiedere loro di non accettare compromessi al ribasso sulla Costituzione Europea. La nostra richiesta è accompagnata dall’ottimo risultato della raccolta di firme a favore di un Referendum Europeo sulla Costituzione Europea che ha coinvolto decine di piazze europee (10 in Italia) nella giornata di sabato 16 giugno u.s.

Molti sostengono che l’Europa sia in mano ai giovani, ma nei prossimi giorni gli strumenti per influenzare il futuro dell’Europa sono nelle Vostre mani. In vista dell’imminente summit Europeo, La invitiamo a difendere il diritto dell’Europa di dotarsi una Costituzione che le fornisca gli strumenti necessari per rispondere alle sfide che ha di fronte e per migliorare l’efficacia dei suoi processi decisionali. Ciò che i giovani chiedono alla politica è di dar loro gli strumenti per guardare al futuro con fiducia.

Le nostre proposte per salvare la Costituzione sono semplici e chiare:

1. A 50 anni dai Trattati di Roma l’Europa ha bisogno di riforme radicali! Il Trattato Costituzionale deve essere quindi solo il punto di partenza per una riforma costituzionale ambiziosa che parta dall’eliminazione del diritto di veto in tutte le materie di competenza dell’Unione Europea. Il risultato deve essere un documento unico e comprensibile da poter presentare a tutti i cittadini e in particolare ai giovani.

2. No ad una CIG a porte chiuse! Riformare l’UE senza coinvolgere cittadini e Parlamenti è qualcosa che appartiene al passato. Il metodo della Convenzione non va accantonato: le riunioni e i documenti devono essere accessibili a tutti.

3. I cittadini devono essere coinvolti nel processo! Il nuovo progetto costituzionale dovrebbe essere sottoposto ad un referendum consultivo da tenersi in tutti gli Stati Membri nello stesso giorno delle elezioni europee del 2009. Solo un dibattito veramente pan-europeo può aiutarci a non ripetere gli errori delle ratifiche nazionali.

4. Abbiamo bisogno degli strumenti per affrontare le sfide del futuro! Solo un trasferimento mirato delle competenze a livello europeo può rendere possibile affrontare il cambiamento climatico, lo sviluppo di nuove fonti energetiche e una vera politica per l’immigrazione.

5. Vogliamo una voce forte nel mondo! Per poter fare la differenza nel mondo in cui viviamo, abbiamo bisogno di un’Europa che parli con una sola voce nel mondo. In questo senso è fondamentale la definizione di una politica estera e di sicurezza comune e la creazione della figura del Ministro degli Esteri Europeo.

6. Proteggiamo i nostri diritti! La Carta dei Diritti Fondamentali rappresenta un impegno nei confronti dei cittadini europei e un forte elemento di identità comune: la sua valenza legale deve essere assicurata.

La proposta di Referendum Europeo sulla Costituzione Europea ha già raccolto il consenso di più di 10.000 cittadini (www.europeanreferendum.eu) ed è presente nel programma elettorale dell’Unione, oltre ad essere stata recentemente ribadita nell’incontro programmatico tenutosi a Caserta: per questo motivo La invitiamo, signor Presidente, a sostenerla ufficialmente.

L’Europa è a un bivio e Lei, nei prossimi giorni, ha il privilegio di influenzarne la direzione. L’Europa deve ricollegarsi ai suoi cittadini, dire no agli egoismi nazionali e ai tentativi opposti alla sua integrazione, deve rispondere a delle sfide e deve farlo «insieme» a quanti ne avranno la volontà.

Lo Youth Summit, svoltosi a Roma nel marzo scorso, rappresentativo di tutti i giovani europei, ha sostenuto questo messaggio. Ora Le chiediamo di mettere al primo posto l’interesse comune per le future generazioni dell’Europa.

Con i sensi della mia più alta stima

Chiara Cipolletta

Presidente GFE

Nella foto il Roun Point Schuman a Bruxelles. Fonte dell’immagine Flickr - John Kots

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