Il Fondo di Solidarietà dell’UE per L’Aquila

Uno strumento in più per fronteggiare l’emergenza causata dallo sciame sismico

, di Jacopo Barbati

Il Fondo di Solidarietà dell'UE per L'Aquila

Cos’è e come funziona il FSUE

Il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE) è un fondo strutturale dell’UE indipendente da tutti gli altri, costituito nel 2002 a seguito delle alluvioni che colpirono l’Europa centrale. Il suo obiettivo è quello di fornire un supporto economico in tempi brevi allo scopo di finanziare le operazioni di messa in sicurezza di aree colpite da avvenimenti ambientali di particolare gravità. Il budget messo a disposizione per il FSUE è di 1.000.000.000 di euro all’anno, col vincolo della presenza nel fondo di almeno 250.000.000 di euro al 1° ottobre di ogni anno.

L’accesso a tale fondo è consentito agli Stati membri dell’UE, a quelli che sono in trattative ufficiali per l’adesione e anche a Paesi limitrofi colpiti dal medesimo evento; per poter attingere denaro dal FSUE bisogna aver subito un danno diretto di almeno 3.200.000.000 di euro, oppure superiore allo 0,6% del Reddito Nazionale Lordo annuo del Paese interessato. Il Paese sinistrato ha 10 settimane di tempo (a partire dal verificarsi del primo danno) per poter inoltrare una richiesta dettagliata, contemplativa di analisi su danni indiretti e diretti e sulle fonti di finanziamento, che verrà poi vagliata dalla Commissione, la quale deciderà se accogliere la richiesta e quanto denaro destinare allo Stato richiedente. Se la somma versata non sarà utilizzata entro un anno dall’erogazione, la parte non usata deve essere rimborsata alla Commissione.

In ogni caso, il denaro proveniente dal FSUE può essere usato solo per interventi urgenti, quale il ripristino di tubature fognarie e idriche, delle infrastrutture fondamentali (quali quelle sanitarie, scolastiche, delle telecomunicazioni e dei trasporti), dei sistemi di approvvigionamento di energia elettrica; la creazione di campi di ospitalità per sfollati; la messa in sicurezza delle zone colpite e la ripulitura delle stesse.

Come può essere utile in questo caso

L’Italia ha già richiesto, e ottenuto, l’accesso al FSUE nel 2003, per finanziare le operazioni di soccorso in seguito al sisma che colpì il Molise e la Puglia, e in seguito all’eruzione dell’Etna che danneggiò vari paesi della provincia di Catania. Allora la sovvenzione totale fu di 47.600.000 euro, dei quali 30.800.000 previsti per il primo evento e 16.800.000 per il secondo.

Il terremoto, o meglio, lo sciame sismico che sta interessando l’Abruzzo dal 14 dicembre 2008 ma che ha iniziato a portare i primi danni dal 6 aprile 2009, è di gravità maggiore rispetto agli eventi appena citati. Le cifre non sono ancora sicure, perlomeno oggi, ma l’Italia ha già consegnato, per mano del rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea Ferdinando Nelli Feroci, una lettera al commissario per la politica regionale, Danuta Hübner, che attesta la volontà del Governo della Repubblica Italiana di usufruire del FSUE, inviando la documentazione richiesta non appena si avranno dati completi sui danni subiti.

Nella mattinata del 10 aprile il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi ha dichiarato che la cifra richiesta si aggirerà tra i 400.000.000 e i 500.000.000 di euro. Una cifra importante, considerando che per il già ricordato vincolo del 1° ottobre la somma realmente disponibile ora è di 750.000.000 di euro, e che la Francia ha già inviato una richiesta di sovvenzione per i danni causati nello scorso gennaio dalla tempesta Klaus.

Immagine: Onna (AQ), uno dei paesi più colpiti dal terremoto. Fonte: Flickr

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