La Serbia ha un nuovo Parlamento

Una prima analisi dei risultati

, di Traduzione di Michele Gruberio, Aleksandar Antić

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La Serbia ha un nuovo Parlamento

Le prime elezioni della Serbia come stato indipendente si sono tenute il 21 gennaio, con i risultati già da tempo previsti. Il Nuovo Parlamento Serbo sarà costituito allo stesso tempo da 6 partiti e coalizioni e dai rappresentanti delle 8 minoranze nazionali.

Come le ultime elezioni, anche queste hanno visto la vittoria dell’ultra- nazionalista Partito Radicale Serbo (SRS, che si avvicina al 30% dei seggi) il cui presidente Vojislav Seselj è al momento sotto processo presso il Tribunale per i Crimini di Guerra di Hague. Fortunatamente, non ha la possibilità di formare il governo, non avendo relazioni con altri partiti e non essendo in grado, con 81 seggi su 250, di formare la maggioranza del Parlamento.

elezioni...vittoria dell’ultra-nazionalista Partito Radicale

Il secondo posto (64 seggi) spetta al Partito Democratico (DS), del Presidente serbo Boris Tadic, che ha certamente fatto il più grande balzo in avanti dalle ultime elezioni del 2003 e rafforzato la sua posizione come il maggior partito filo-Europeo in Serbia, grazie soprattutto alla personale autorità del Presidente. I democratici, durante la campagna elettorale, hanno ricordato il nome del loro leader fondatore, il Primo Ministro Zoran Djindjic, assassinato nel 2003, e sua moglie Runica Djindjic è stata la prima nella loro lista elettorale. Inoltre, il loro candidato per il ruolo di futuro primo ministro è uno dei più grandi macroeconomisti serbi contemporanei, Bozidar Djellic.

Il terzo posto, con 47 seggi, spetta al Partito Democratico della Serbia (DSS) il cui leader è il Primo Ministro Serbo Vojislav Kostunica, nella coalizione con il Nuova Serbia (NS), capeggiato dal Ministro degli Investimenti Pubblici Velimir Ilic. Kostunica è l’uomo che vinse le elezioni contro Slobodan Milosevic nel 2000: la sua forza politica è lentamente diminuita da allora ma ha l’aspirazione di conservare la sua posizione di Primo Ministro nel nuovo governo, il che al momento è il più grande ostacolo alla sua costituzione.

Il partito liberale conservatore G17, conosciuto perché costituto da molti esperti economisti, è guidato dal Ministro della Finanze Mladjan Dirkic e ha ottenuto 19 seggi. Nella loro campagna hanno parlato di bloccare l’inflazione a due cifre di rafforzare il Dinaro Serbo e di implementare le riforme economiche di cui il paese ha bisogno.

È opinione comune che i 3 partiti menzionati, insieme alle minoranze nazionali e al G17, siano i più adatti a formare il nuovo governo, dal momento che hanno 131 voti, ovvero la maggioranza in parlamento: con le minoranze nazionali ne avrebbero 138.

Per le minoranze non è necessario raggiungere il 5%

Il quarto partito filo-Europeo è la coalizione stretta attorno al Partito Liberal-Democratico, capeggiato da Cedomir Jovanovic, giovane politico ed ex alleato di Zoran Djindjic. Queste sono le prime elezioni a cui partecipano e questo è il motivo per cui il 5% di preferenze che hanno raggiunto è considerato un successo dall’opinione pubblica. Comunque, questa coalizione non desidera entrare nel governo, ma preferisce restare all’opposizione in Parlamento: sostiene delle proposte politiche radicali, come l’indipendenza del Kosovo e l’opposizione alla Costituzione Serba, ma è considerato un partito dalla parte dei cittadini e trova largo seguito tra i giovani.

Infine, l’ultimo partito che ha raggiunto il risultato del 5%, necessario per entrare in Parlamento, è il Partito Socialista della Serbia, in passato guidato da Slobodan Milosevic. È interessante osservare come i socialisti non abbiano mai nominato Milosevic in campagna elettorale, il che può essere considerato una sorpresa e l’inizio di un nuovo corso politico per il partito.

Per quanto riguarda le minoranze, non è per loro necessario raggiungere il 5% dei consensi per entrare in Parlamento. Comunque, ogni loro rappresentante ha avuto bisogno di circa 15000 voti. Il Partito Ungherese avrà 3 rappresentanti, il Partito Sandzak 2, ed entrambi i partiti dei cittadini Romeni un seggio ciascuno, come il Partito degli Albanesi del Sud della Serbia: ognuno di questi si aspetta di partecipare al Nuovo Governo Serbo.

Quale governo?

Le possibili coalizioni future possono essere così definite:

1. Governo Democratico: Partito Democratico (DS) + Partito Democratico della Serbia (DSS) + G17 + minoranze nazionali = 138 seggi. Questa è la combinazione più ottimistica e sarebbe quella che porterebbe la Serbia sul sentiero verso l’Unione Europea. Il problema sta tuttavia nel conflitto tra DS e DSS sulla posizione del Primo Ministro.

2. Governo di tutti i partiti democratici: Partito Democratico (DS) + Partito Democratico della Serbia (DSS) + G17 + minoranze nazionali + Partito Liberal-Democratico (LDP ) = 153 seggi. Questa combinazione sarebbe teoricamente la più stabile, ma è impossibile da realizzare visto il conflitto d’opinioni tra il DSS e il LDP. Nella campagna elettorale entrambi i partiti hanno escluso questa possibilità.

3. Governo di destra: Partito Democratico della Serbia (DSS) + Partito Radicale Serbo (SRS) (+ Partito Socialista della Serbia (SPS)) = 128 (144). Questa combinazione è molto difficile, in quanto è improbabile che il DSS si unisca ai partiti che erano al governo durante il periodo di Milosevic. Quest’idea non è certamente auspicabile per la Serbia dato che l’UE difficilmente la accetterebbe.

4. Governo senza la maggioranza del 50%: Partito Democratico (DS) + G17 + minoranze nazionali = 91 (+ il supporto del Partito Democratico della Serbia (DSS) il suo contributo al Governo = 138)

In conclusione, secondo la Costituzione Serba, il nuovo Governo deve essere formato nei 3 mesi successivi ai risultati ufficiali delle elezioni, e io credo fortemente che i politici Serbi metteranno da parte le loro dispute personali e continueranno il loro lavoro verso l’Europa Unita in un’unica grande coalizione democratica filo Europea.

Foto:

- Il presidente Tadić festeggia il risultato elettorale, fonte:Mondo web portal

Ulteriori letture:

- Elezioni parlamentari serbe: analisi da Wikipedia

- ’Serbia’s chance’ editoriale del Financial Times

Traduzione di Michele Gruberio

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