La Croazia nell’UE. Effetti e controversie

, par Anja Bošković

La Croazia nell'UE. Effetti e controversie

A pochi mesi dall’ingresso della Croazia quale 28mo Stato membro dell’Unione europea si stanno ponendo, sul panorama internazionale, europeo e in particolar modo balcanico, alcune questioni che dovranno essere necessariamente risolte in materia linguistica e politica.

Le repubbliche della ex Federazione Jugoslava stanno pian piano entrando a far parte dell’Unione europea. Dopo l’adesione della Slovenia, nel 2004, e la successiva adozione dell’Euro quale moneta ufficiale nel 2007, anche la Croazia entrerà, a partire dalla seconda metà di quest’anno, a pieno titolo nel novero degli Stati membri dell’Unione.

La lingua e questioni di etnia

La lingua serbo-croata nacque come idea di una lingua letteraria comune, unificata dei popoli slavi meridionali nell’ormai lontano 1850, quando intellettuali, linguisti e filologi dell’epoca di quella parte della penisola balcanica che corrisponde alle odierne Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina sottoscrissero tale codifica nel documento oggi conosciuto come il cosiddetto « accordo di Vienna ». Non si trattò altro che dell’ibridizzazione delle diverse varietà linguistiche di uno stesso continuum dialettale. Vista con favore dalla dominazione austriaca dell’epoca, ratificata in seguito, verso la fine del XIX secolo dai governi del Principato di Serbia e della Croazia, la denominazione di « lingua serbo-croata » divenne anche lingua ufficiale, e quindi unificatrice, all’interno dell’ex Federazione Jugoslava.

In seguito alla dissoluzione della federazione vennero a formarsi, più per motivi di opportunità politica che per reali necessità linguistiche, quelle lingue che oggigiorno hanno assunto la denominazione standard di bosniaco, croato e serbo. Queste lingue furono usate come strumento politico per la differenziazione tra le diverse identità nazionali. La volontà nazionalistica portò, infatti, la Croazia a coniare neologismi, la Serbia a prediligere l’uso dell’alfabeto cirillico, e la Bosnia a fare ampio uso di turcismi di derivazione ottomana.

Con l’ingresso della Croazia, il croato diverrà la 24ma lingua ufficiale dell’Unione. Ciò porterà, in un futuro verosimilmente prossimo, a problematiche di tipo linguistico. Considerata la stretta parentela tra serbo, croato, bosniaco e montenegrino, considerate anche le spinte nazionalistiche che hanno portato alla dissoluzione dell’ex-federazione e alla separazione delle varietà linguistiche, ciò ci porta a sollevare un legittimo dubbio : la lingua tornerà a essere il serbo-croato, o, più paradossalmente, assisteremo a sedute parlamentari con tanto di interprete e documenti ufficiali tradotti nelle varietà di quella che è, tutto sommato, la stessa lingua ?

La frontiera dell’UE

Rimangono, inoltre, un altro paio di problemi da considerare, relativi ai rapporti del futuro membro dell’UE con i Paesi confinanti. La Republika Hrvatska, la Croazia, conta, secondo il censimento stilato nel 2011, 4.284.889 abitanti. [1] Nella Repubblica federale di Bosnia ed Erzegovina, tuttavia, su 3.879.296 abitanti [2] è presente una consistente fetta di popolazione di origine croata, ben 659.718, circa il 14%. Dal 1° luglio di quest’anno, a questi cittadini, aventi doppia nazionalità, verrà esteso il diritto di cittadinanza e di appartenenza all’Unione europea, nonché i vantaggi a essa correlati. Ciò avrà forti ripercussioni all’interno della Bosnia ed Erzegovina stessa, poiché fomenterà un ulteriore senso di divisione all’interno della popolazione, che sarà composta da cittadini comunitari e non, che godranno, di conseguenza, di diversi diritti.

La Croazia diventerà, inoltre, una nuova frontiera esterna dell’Unione, così come lo è stata fino a oggi la Slovenia. Quest’ultima, al suo ingresso nell’Unione nel 2004, aveva inasprito i controlli di frontiera.

Cosa farà la Croazia nei confronti di Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Montenegro ?

Fonte dell’immagine : foto del panorama del porto turistico di Split (Spalato), scattata dall’Autrice.

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Notes

[1Fonte : Croatian Bureau of Statistics, http://www.dzs.hr/default_e.htm, 2011.

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