INTERVISTA/Monica Frassoni sul referendum europeo

«Sottrae la discussione alle dinamiche nazionali»

Troppo immobile il Parlamento Europeo secondo la leader dei Verdi europei che spiega come il referendum possa riaprire il dibattito sui contenuti del Trattato costituzionale

, di Eliana Capretti

«Sottrae la discussione alle dinamiche nazionali»

Monica Frassoni spiega la posizione dei Verdi europei sul referendum europeo. In un momento in cui il dibattito costituzionale non travalica i confini nazionali e l’iniziativa è nelle mani dei governi la proposta del referendum è positiva. Ma servirà anche una discussione sui contenuti e qui, sostiene la leader dei verdi, il Parlamento Europeo dovrà riscoprire il suo ruolo di avanguardia.

Nei Verdi europei, il tema del referendum europeo è affrontato in termini favorevoli. Da un punto di vista operativo i Verdi stanno pensando a come sostenere questa proposta?

La posizione dei Verdi europei rispetto al referendum è assolutamente positiva. Bisogna ricordare, però, che la strategia proposta dai Verdi considera come prioritario il sapere che cosa si porrà a referendum. Il referendum europeo rappresenterà fondamentalmente un mezzo attraverso il quale stabilire chi vuole stare con l’Europa e chi no. È importante sottolineare che qualunque cittadino che vada a votare in un referendum europeo avrà la possibilità di vedere sé stesso non soltanto come cittadino di un certo Stato, ma come espressione di una volontà continentale. Il tipo di responsabilità è quindi completamente diverso. Il ragionamento che noi facciamo sostanzialmente mira a fare del referendum europeo lo strumento per sottrarre la discussione sulla Costituzione a tutte le dinamiche nazionali. Alcuni, poi, manifestano un certo scetticismo rispetto a questa prospettiva anche per una questione culturale: non tutte le costituzioni, infatti, prevedono la possibilità di ricorrere ad un referendum.

referendum positivo ma importante sapere cosa si voterà

La nostra priorità comunque resta quella di partecipare alla soluzione ed accelerare la ripresa del processo costituzionale, mentre il referendum è visto come la sua conclusione. Ecco perché io penso che contrapporre due linee, una a favore e una contro il referendum in modo esclusivo sia un ragionamento in realtà un po’ sterile. Il referendum europeo, ripeto, non sta in piedi se non si stabilisce prima che cosa si mette a referendum. Detto ciò, il referendum resta indiscutibilmente un modo importante anche da un punto di vista dialettico e politico per uscire dalla trappola dell’unanimità. Da un punto di vista operativo, quindi, noi cerchiamo di aprire la discussione sul contenuto del quesito referendario oltre che sul come la proposta del referendum debba essere messa in pratica. Per quanto riguarda il contenuto, crediamo che il Parlamento Europeo abbia un po’ perso la sua funzione di avanguardia e questo è un problema assolutamente cruciale.

se il Parlamento Europeo avesse fatto una proposta non avremmo perso due anni

Detto ciò, oggi come oggi la nostra attenzione punta soprattutto a prendere il testo della costituzione così com’è e vedere quali parti meritano di essere “salvate” (sicuramente la prima e la seconda e poi parte della terza, soprattutto le procedure e le politiche più innovative rispetto alla situazione attuale). È quindi molto importante sottolineare che al Parlamento Europeo cercheremo di portare avanti una posizione che rifiuta l’idea che l’unico elemento dinamico di tutto questo processo sia la conferenza intergovernativa, perché in tal caso sarebbe impensabile arrivare ad un accordo a 27 ed elaborare un testo migliore di quello attuale.

Quali sono le altre proposte dei Verdi europei in proposito?

Il contenuto del referendum, appunto. Fermo restando che abbiamo perso due anni. Se il Parlamento Europeo avesse fatto già due anni fa una proposta che mirasse a stabilire che cosa prendere del testo costituzionale sarebbe stato più facile riflettere ed agire, oggi. Siamo purtroppo in una situazione nella quale i governi sono di nuovo i master of the play, i padroni del gioco. Da un punto di vista contenutistico, inoltre, crediamo che ci siano dei grossi problemi anche nella parte costituzionale. Non siamo per niente convinti, ad esempio, che le elezioni della Presidenza del Consiglio siano un gran passo avanti, perché si costituisce un’Unione Europea bicefala: il Presidente della Commissione da una parte e il Presidente del Consiglio eletto dall’altra. Sulla questione del Ministro degli Esteri, poi, o questi farà parte della Commissione oppure la situazione resterà inalterata rispetto a quella attuale e sarà quindi ancora sottoposto ai governi: non ci sembra un grande progresso.

siamo purtroppo in una situazione nella quale i governi sono di nuovo i padroni del gioco

Mi sembra invece molto importante garantire la procedura legislativa così come descritta: l’allargamento della codecisione, l’ampliamento del voto a maggioranza e tutta una serie di temi, la comunitarizzazione della politica di immigrazione e della politica interna, tutte tematiche cruciali nella Costituzione. La questione che invece è rimasta irrisolta è senz’altro il voto all’unanimità per l’adozione della Costituzione stessa. Noi pensiamo che si debba scardinare questo meccanismo anche se non sarà assolutamente facile. Ma cercheremo di impegnarci in tal senso.

Abbiamo visto che il 14 febbraio, quando Giorgio Napolitano ha pronunciato il suo discorso di fronte al Parlamento Europeo, avevi gli occhi lucidi. Com’è stato accolto l’intervento del Presidente?

Benissimo! È stato un grande momento, tutti i leader lo conoscono benissimo e siamo stati tutti molto impressionati dalla concretezza delle sue parole. Molto spesso questi discorsi sono pronunciati con eccessiva retorica, invece il Presidente Napolitano ha scelto di fare un forte e concreto discorso politico. Pur non essendo d’accordo con lui nel sostenere che non bisogna cambiare nulla nel Trattato, trovo che quello che conta davvero sia il tipo di slancio che ha dato. L’Italia è dunque al centro della discussione, forte delle parole di una personalità di altissimo spessore politico.

Foto dal sito di Monica Frassoni

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