Un governo europeo per la rivoluzione ecologica

, di Massimo Contri

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Un governo europeo per la rivoluzione ecologica

La Commissione europea ha approvato un pacchetto chiamato «Azione per il clima: energia per un mondo che cambia», un insieme di proposte in materia di emissione di gas serra, energia e cambiamenti climatici. Gli obiettivi che verranno imposti agli stati europei sono molto ambiziosi così come la spesa necessaria per potersi adeguare agli nuovi standard ecologici.

Diverse fonti sostengono che questo piano sia una fuga in avanti che creerà seri problemi di competitività per le aziende europee. Il problema non è certo infondato e la politica europea è chiamata a dare una risposta nei prossimi anni.

Vi sono almeno due campi sui quali sarà necessario agire per portare aventi con successo un piano così ambizioso.

L’Europa deve poter investire per sostenere la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche ed industriali. La via maestra è sicuramente quella di un limitato debito pubblico europeo, finanziato dall’emissione di Union Bond

Il primo campo è quello degli investimenti interni. L’Europa deve poter investire per sostenere la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche ed industriali. Questi investimenti potranno avere notevoli ricadute sull’occupazione qualificata in Europa e sulla capacità di esportare prodotti ad alta tecnologia. La via maestra è sicuramente quella di un limitato debito pubblico europeo, finanziato dall’emissione di Union Bond europei: titoli di debito per finanziare un cambiamento che permetterà notevoli risparmi in futuro ma che nei prossimi anni costerà molto alle economie europee.

L’Europa deve essere in grado di portare sulla stessa linea le altri grandi economie del pianeta

Il secondo campo è quello della politica estera. L’Europa deve essere in grado di portare sulla stessa linea le altri grandi economie del pianeta, a partire da quella statunitense, altrimenti il differenziale di costo da sostenere potrebbe avere ricadute pesanti sulla competitività del tessuto industriale e gli sforzi europei si rivelerebbero comunque insufficienti per garantire il futuro dell’ambiente.

La via che segna questa direttiva è anche quella di favorire gli investimenti, che ci consentiranno di risparmiare sulle materie prime (in primis quelle utilizzate per produrre energia), rispetto ai consumi. In un momento in cui si parla molto della necessità di accelerare la crescita europea e della possibilità di una recessione americana, la scelta di Bruxelles si può mostrare con forza come una possibile alternativa. Il governo degli Stati Uniti e la Banca Centrale americana hanno deciso che per continuare a crescere l’America deve continuare a consumare: il piano presentato qualche giorno fa da Bush, assieme al recente taglio dei tassi di interesse, non lasciano dubbi sulla scelta fatta dall’amministrazione oltre oceano. L’Europa con questa direttiva comincia a delineare una via differente: quella di crescere aumentando la spesa per investimenti anziché quella per i consumi. E’ una via difficilissima, che non sappiamo se potrà essere percorsa senza incontrare ostacoli e cambiamenti di programma, ma è una direzione che possiamo con coraggio cominciare ad imboccare.

Una via differente da quella americana: crescere aumentando la spesa per investimenti anziché quella per i consumi

Per fare questo l’attuale assetto dell’Unione europea non è sufficiente ed è necessario che si vada verso un governo europeo, responsabile di fronte al Parlamento europeo, al quale attribuire poteri limitati ma reali in materia di politica estera ed economica. Le prossime elezioni potranno essere un momento di svolta se i partiti europei indicheranno questa volontà nei loro programmi assieme all’indicazione di chi sarà il loro candidato alla presidenza della Commissione europea. Un passo fondamentale per dare alla Commissione legittimità democratica e il coraggio di affrontare un piano così ambizioso per cambiare le sorti del pianeta.

Fonte immagine: Flickr

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