Un’occasione persa

, di Jacopo Barbati

Un'occasione persa

... Per parlare del futuro dell’Unione Europea, per fare una campagna elettorale sui contenuti programmatici dei partiti politici e non sulle vicende personali degli uomini, per smentire coloro che sostengono che i politici italiani si preoccupino più della poltrona che del benessere degli elettori. Un’occasione persa. L’ennesima.

Benvenuti in Italia, il Paese dove in piena campagna elettorale per le elezioni al Parlamento Europeo, che decideranno il futuro di 500 milioni di persone e di un Continente intero, l’Europa (e non dico “del mondo” perché, nonostante le potenzialità ci siano, l’UE attuale vale nello scacchiere politico internazionale quanto un due di coppe quando la briscola è a bastoni), si parla più di una 18enne di Casoria che della crisi economica internazionale, delle questioni ambientali, energetiche, della sicurezza, dei conflitti internazionali, su come migliorare le istituzioni europee dopo il fallimento del Trattato di Lisbona. Di politica, in parole povere.

E invece no. In Italia i politici non fanno politica. In Italia i politici fanno del pettegolezzo e dello spettacolo. Come direbbe il Times, i “clown”. Vediamo un Presidente del Consiglio intervenire in Parlamento non per proporre delle strategie politiche per il futuro del Paese, bensì per garantire che non ha avuto rapporti sessuali con una minorenne. Vediamo il principale partito di maggioranza, quello che rappresenta il suddetto Presidente del Consiglio, tanto per intenderci, non presentare alcuna linea programmatica per le politiche europee. Vediamo l’esponente principale del maggior partito d’opposizione fare il capotreno, il cuoco, l’agricoltore. Bravo. Ma il politico deve fare altro. Le idee dove sono? Le olive all’ascolana me le so cucinare da solo, grazie. Da voi voglio il futuro del Paese. O meglio, del Paese nell’Europa. O meglio ancora, dell’Europa. Vediamo un partito secessionista, che da anni rivendica l’autonomia dello sviluppato Nord Italia nei confronti del reietto Sud Italia, presentare dei candidati in quelle Regioni sottosviluppate (mi chiedo che coscienza abbiano quei candidati), derelitte e segnate dalla criminalità e dall’ignoranza. Per poi vedere che gli unici manifesti elettorali che riportano scritte in dialetto (ma quello inferiore, mica il glorioso insubre o il veneto), sono proprio di quel partito. “Mo avaste! [1]” , è lo slogan che usano in Abruzzo. Verrebbe da rispondere: “Brav’, ’ssi nu fregn’, ’ttj raggion’! Ma ’avaste’ che? [2]” . Questo non è dato saperlo. Là c’è scritto “Mo avaste!”, e basta. Pardon, “avaste”. Vediamo 5 partiti su 12 candidati all’europarlamento che non presentano alcun programmadi stampo europeo. Né europeista, né federalista, né euroscettico.

Non ci stupiamo più, oramai ci siamo abituati. Anche quando veniamo ridicolizzati all’estero, dove il The Economist (rivista notoriamente influenzata dalla Sinistra italiana – non lo dico io) cerca di spronare il popolo italiano con titoli apocalittici come “Time for Italy to sack Berlusconi [3]” , dài, che ci siamo quasi. Forse oltreoceano ignorano l’esistenza del “lodo Alfano”. Ed ecco che la già debole reputazione del popolo italiano crolla miseramente. In Finlandia, Paese dove un Ministro della Repubblica si è dimesso dopo essere stato sorpreso a usare il cellulare di servizio per usi privati (qui in Italia ci sorprenderemmo del contrario), cosa possono pensare di un popolo che continua a dar fiducia a

... 5 partiti su 12 candidati al Parlamento europeo che non presentano alcun programma di stampo europeo ...

un tizio che si è permesso di fare battutine ironiche (che strano, quello è affar da clown: che abbia ragione il Times?) – una delle tantissime, peraltro – sul Presidente della Repubblica di un’altra nazione? Ecco, potrebbero pensare che non ci sono alternative poi tanto migliori, se sono rappresentate

... tutti saprebbero dirci il nome della 18enne di Casoria ...

da una Sinistra senza ideologia che ha rimescolato nomi, simboli ed esponenti con la stessa velocità e approsimazione di un frullatore impazzito.

Da cittadino, mi aspettavo ben altro da questa campagna elettorale. Da ogni punto di vista. E non è un’opinione isolata: Napolitano, Ciampi e altre personalità di spicco hanno accusato le stesse mancanze (magari ne hanno parlato pubblicamente quando era troppo tardi). E, ne sono sicuro, anche i cittadini. Perché, se andassimo

... nessuno saprebbe prefigurare cosa spetterà all’UE dopo questa elezione ...

a chiedere in giro, quasi tutti saprebbero dirci il nome di quella 18enne di Casoria. Ma nessuno saprebbe prefigurare cosa spetterà all’Unione Europea dopo queste elezioni. Questo non lo sa nessuno. Neanche chi, questo futuro, lo deciderà.

Fonte dell’immagine: World Wide Web

Note

[1Adesso basta!

[2Bravo! Hai ragione! Ma basta cosa?

[3(È) ora per l’Italia di liberarsi di Berlusconi

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