Perché il congelamento degli asset russi non basta a sostenere l’Ucraina
I titoli dei giornali sembrano annunciare una svolta storica: attivando una clausola di emergenza per immobilizzare a tempo indeterminato gli asset russi, l’Unione europea ha aggirato il veto ungherese, promettendo di garantire i fondi necessari per la ricostruzione di Kiev. Sulla carta, sembra un capolavoro di ingegneria istituzionale e una vittoria sull’ostruzionismo di Viktor Orbán. Tuttavia, grattando via la patina trionfalistica dei comunicati stampa, la realtà ci mostra un quadro molto più fragile e preoccupante. Quello che viene venduto come una svolta decisiva, sembra essere un’operazione di facciata pensata per generare grandi titoli, mentre le fondamenta strutturali del supporto all’Ucraina rimangono deboli.