#eurobullconsiglia - consigli di lettura da redattori e lettori di Eurobull: Chiara Paladini

, di Chiara Paladini

#eurobullconsiglia - consigli di lettura da redattori e lettori di Eurobull: Chiara Paladini

Abbiamo chiesto a lettori e redattori di Eurobull i loro suggerimenti di lettura per questi giorni in cui avremo molto tempo per leggere. Mandateci i vostri suggerimenti!

Quando mi chiedono suggerimenti per un libro da leggere, ho sempre delle difficoltà a rispondere. Come fare a ridurre il campo a un paio di scelte, quando ci sarebbe così tanto nel mondo degno di una lettura? Ho provato a restringere il campo a tre suggerimenti, ma so già che ci ripenserò nell’esatto momento in cui farò partire questo articolo.

Stoner (John Williams)

Stoner non è semplicemente un romanzo. È un inno alla semplicità. La dimostrazione lampante che la vita reale è più affascinante di qualsiasi finzione. Stoner è la storia di un ragazzo di campagna, figlio di contadini, mandato a studiare in città. L’idea dei genitori è che studi Scienze Agrarie per portare avanti la fattoria. Ma una volta entrato nel college, il nostro giovane protagonista si renderà presto conto che la sua vera passione e vocazione sono le lettere. Si distanzierà così completamente dalla famiglia per intraprendere la carriera accademica. Il libro segue tutto l’arco della sua vita, dalla gioventù alla vecchiaia, trattando temi estremamente delicati, ma vicini ad ognuno di noi, come l’amore, il matrimonio, la paternità, la carriera e le rivalità fra colleghi, ma anche il delicato e fondamentale vincolo che si forma fra studente e allievo, tra mentore e discepolo. Stoner non è un eroe. Non compie imprese mirabolanti e non parte nemmeno militare. Ma vi assicuro che la profondità di pensiero e l’intensità con cui Williams racconta la vita e i drammi di tutti i giorni vi faranno rimanere incollati al libro fino all’ultima pagina.

Martin Eden (Jack London)

Quando ero piccola, il mio libro preferito era “Il Richiamo della foresta”. Crescendo, mi sono approcciata ad altre opere di London. Questa è decisamente la mia preferita. Martin Eden parla di un giovane marinaio (Martin, per l’appunto) che una sera di fine ‘800 si ritrova invitato a cena in casa di una famiglia aristocratica. Lui, rozzo, senza un’educazione o una cultura, terribilmente timido, si innamora perdutamente della figlia dei padroni di casa. Decide così di impressionarla facendosi una cultura. Dedicherà così ogni suo minuto libero allo studio e alla scrittura, trovando in ciò il vero senso della sua vita. Passerà giorni interi e nottate insonni a studiare e scrivere per realizzare il suo sogno: diventare uno scrittore di successo per poter entrare finalmente nell’alta società e richiedere la mano della bella Ruth. Ma è difficile per un ragazzo venuto dal nulla, un uomo del popolo, riuscire ad affermarsi come scrittore in un mondo dominato dai poteri forti e in cui non esiste meritocrazia. Questo romanzo esprime molte delle idee socialiste di London ed è in parte autobiografico. Martin Eden è un inno alla forza di volontà e all’impegno che, alla fine, paga sempre.

Le otto montagne (Paolo Cognetti)

Questo breve, ma avvincente romanzo prende piede in un paesino alle pendici del Monte Rosa di nome Grana. È qui che Pietro e la sua famiglia passano tutte le estati ed è qui che il padre di Pietro, appassionato di alpinismo, trasmette tale passione anche al figlio. Grana è ormai uno di quei paesini in cui gli abitanti fissi sono ben pochi e anziani, se si esclude Bruno. Bruno viene da una famiglia di allevatori. Vive una realtà completamente diversa da quella di Pietro, ragazzo di città espiantato per l’estate. Ciononostante, fra i due nasce una solida e franca amicizia. Crescendo i due condurranno vite separate. Bruno rimarrà a Grana per continuare l’attività di famiglia, mentre Pietro si dedicherà agli studi. I due si reincontreranno molti anni più avanti quando Pietro erediterà una rudere in alta montagna che deciderà di rimettere in sesto insieme al vecchio amico di un tempo. Un libro per riscoprire l’amore per la natura e una vita più semplice. Per sentire nel viso le brezza del ghiacciaio e il rumore del vento nell’erba.

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