Guérot : Un invito a pensare coraggiosamente sul futuro dell’Europa - commentaires Guérot : Un invito a pensare coraggiosamente sul futuro dell'Europa 2016-12-19T18:14:09Z https://www.taurillon.org/guerot-un-invito-a-pensare-coraggiosamente-sul-futuro-dell-europa#comment22437 2016-12-19T18:14:09Z <p>Ciao Michael, grazie per il tuo commento. Ti propongo un « nucleo » diverso. Innanzitutto anziché i soli « fondatori » sarebbe più giusto partire dai « precoci », cioè dai Paesi che sono entrati nel progetto Europeo non appena gli è stato permesso dalla Storia e non necessariamente fin dall'inizio (perché infatti pensare che l'Estonia non dovrebbe meritare lo stesso status riservato al Lussemburgo, solo perché quando sono nate le Comunità Europee essa era prigioniera dell'URSS ?).</p> <p>Di questi Paesi solo le repubbliche (mi dispiace per gli europeisti del BeNeLux) dovrebbero partecipare alla rifondazione del processo di integrazione europea. Infatti la monarchia ereditaria mal si concilia con le esigenze della democrazia, che ama un ricambio rapido delle persone al potere, e alla cui base vi è l'eguaglianza (riservare il posto di Capo dello Stato esclusivamente ai membri della Famiglia Reale costituisce chiaramente una discriminazione : vedi l'Art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE). Cosa forse più importante, è impossibile mettere d'accordo Monarchie e Repubbliche sui princìpi base che devono sottendere alle leggi di ogni Stato che si rispetti. Io non mi preoccuperei del trattato di Lisbona e del limite minimo di 9 Paesi. Il primo processo di integrazione è partito da un invito della Francia alla Germania : 2 Paesi « importanti » hanno poi scatenato una reazione a catena che non si è ancora arrestata. Un nuovo processo di integrazione può prescindere dai trattati preesistenti. Se Italia e Francia decidessero di unirsi voglio proprio vedere chi potrebbe impedirlo, obiettando che mancano 7 Stati ! Per quanto riguarda la tua idea di superamento delle barriere linguistiche ti invito a non dimenticarti dell'Inglese che è la lingua internazionale più importante, forse la più potente arma contro le barriere linguistiche.</p> Guérot : Un invito a pensare coraggiosamente sul futuro dell'Europa 2016-12-01T19:33:50Z https://www.taurillon.org/guerot-un-invito-a-pensare-coraggiosamente-sul-futuro-dell-europa#comment22381 2016-12-01T19:33:50Z <p>Grazie per il tuo commento e scusa per il mio italiano. Io sonno Michael Vogtmann. Mi piace la tua metafora con gli alcolisti. Credo che abbiamo davvero bisogno di un nucleo Europeo di paesi fondatori : BeNeLux, Italia, Francia, Germania, e almeno altri 3. 9 paesi sono necessari per una più stretta cooperazione nel trattato di Lisbona.</p> <p>Sto cercando volontari per costruire reti attraverso le quali possiamo superare le barriere linguistiche e pensare a strategie per creare un'identità europea. Messa a fuoco dovrebbe includere le tre lingue più parlate dell'Eurozona : tedesco, francese e italiano. Se siete interessati potete contattarmi su twitter : @12stellae</p> Guérot : Un invito a pensare coraggiosamente sul futuro dell'Europa 2016-10-05T22:36:48Z https://www.taurillon.org/guerot-un-invito-a-pensare-coraggiosamente-sul-futuro-dell-europa#comment22246 2016-10-05T22:36:48Z <p>Cercare di riformare la UE non funzionerà. Tra i 28 governi ce ne sarà sempre qualcuno (tutti forse) che si opporrebbe.</p> <p>Propongo che dovremmo cercare invece di unire tra loro gli Stati che ci stanno facendoli confluire su uno Stato già esistente, alla maniera della riunificazione delle Germanie. Lo Stato che più si presta a fare il ruolo della RFT è la Francia, perché :</p> <p>1) è una repubblica ;</p> <p>2) è basata su valori universali e condivisibili (libertà, equaglianza e fraternità) ;</p> <p>3) adotta l'euro, è membro della NATO e della zona Schengen ;</p> <p>4) è abbastanza grande da garantire il successo all'operazione (se anche solo una tra Italia e Germania si uniscono), ha istituzioni solide, tecnologia avanzata, potenza militare, una grande capitale, territori oltremare, uno spazioporto e gode di uno status internazionale privilegiato...</p> <p>5) ma non è tanto grande da non aver bisogno di noi, né da poterci imporre ciò che vuole (come farebbero gli USA).</p> <p>Per superare pericoli e difficoltà, la nuova creatura politica dovrebbe ispirarsi all'esempio dell'India e degli USA, puntando decisamente alla partecipazione democratica nella sua formazione e gestione (l'Europa dall'alto non ha funzionato), nel rispetto delle diversità anche linguistiche (pur non escludendo di adottare una lingua COMUNE che non dovrà essere UNICA). Dovremmo lasciare la porta aperta ai vecchi Paesi : a quelli che soddisfano dei precisi criteri d'adesione e si candidano a entrare (anche Paesi non Europei) e a chi vuole uscire, con regole precise ed eque. Questo è fondamentale perché dare ai cittadini la possibilità di tirarsi indietro è non solo giusto e coerente con il diritto all'autodeterminazione, ma è anche un modo per vincere la paura che la nostra società si trasformi in un Superstato oppressivo e lontano dai cittadini. Quanto alla possibilità di accogliere nuovi territori questa non dovrà mai venir meno fintanto che ci saranno popoli che si vogliono unire a noi : non c'è nessuna giustificazione per chi predica valori universali e poi rifiuta di aprire la porta a qualcuno perché « non è Europeo ».</p> <p>Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la gente su questo sito di questa proposta... e anche la Professoressa Guèrot.</p> Guérot : Un invito a pensare coraggiosamente sul futuro dell'Europa 2016-10-05T22:34:04Z https://www.taurillon.org/guerot-un-invito-a-pensare-coraggiosamente-sul-futuro-dell-europa#comment22245 2016-10-05T22:34:04Z <p>Condivido tutto. Il problema della UE sono gli Stati Nazione. Negano all'unione una capacità d'azione indipendente dalla loro volontà, così ogni iniziativa comune è soggetta al veto di uno dei 28 governi nazionali. Poi quando puntualmente la UE fallisce, gli stessi governi si accusano l'un l'altro o accusano le istituzioni centrali UE o - ancora meglio - « l'Europa » : ché non specificando se ci si rivolga ai primi o alle seconde, non si rischia di provocare risposte.</p> <p>In altre parole tutto è da rifare. Per quanto affezionati alla UE dobbiamo ammettere che si è imboccato un vicolo cieco. Si è cercato di superare gli Stati Nazionali riunendoli in un'organizzazione internazionale. Sarebbe un po' come cercare di far passare il vizio del bere a degli ubriaconi impenitenti riunendoli in un gruppo dell'Anonima Alcolisti, e poi stupirsi se le riunioni vengono tenute nei bar e si concludono regolarmente con delle risse tra ubriachi. Infatti è stato sorprendentemente facile convincere gli Stati ad aderire. Troppo facile.</p>