Trumpismo, disuguaglianza ed Europa

, di Elsie Haldane, tradotto da Sara Pasciuto

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Trumpismo, disuguaglianza ed Europa

Mettere in dubbio l’esistenza del trumpismo è praticamente impossibile, specialmente in seguito ai fatti drammatici di Capitol Hill. Sebbene Trump stia lasciando la Casa Bianca, è probabile che la sua eredità ideologica sociopolitica resti.

Questo particolare sistema di idee è intrinsecamente legato al fenomeno della disuguaglianza sociale e attecchisce solo in contesti di società già profondamente disuguali; tra gli stessi seguaci di Trump, in molti hanno sperimentato malcontento e frustrazione nei confronti di un’istituzione che ignorava i loro bisogni. Invece di affrontare le disuguaglianze, i politici come lui si servono di capri espiatori per coltivare l’odio tra gli elettori, mettere gruppi diversi l’uno contro l’altro e nel frattempo dipingersi come salvatori del «popolo», diventando così causa, effetto e forza propulsiva della disuguaglianza sociale. Questa strategia, che non trova precedenti nella tradizione politica statunitense, non rappresenta una novità nel Vecchio Continente.

Cos’è il trumpismo?

Il trumpismo è l’espressione dell’ideologia politica di Donald Trump, che generalmente si esplicita in forme di nazionalismo e populismo. Si focalizza sulla presa e il mantenimento del potere e necessita pertanto della creazione di uno o più capri espiatori, che in questo caso si individuano nei gruppi più svantaggiati della società statunitense. Una caratteristica importante del trumpismo è l’atteggiamento conservatore nei confronti di fenomeni come la migrazione e l’immigrazione: Trump è famoso per aver definito i messicani come «portatori del crimine» e «stupratori» a giustificazione della sua decisione di costruire un muro al confine tra Stati Uniti e Messico.

Le origini del trumpismo sono piuttosto difficili da individuare poiché sono tanti i fattori ad aver contribuito al suo sviluppo e alla sua diffusione. Probabilmente il modo migliore per definirlo è come una reazione all’accumulo di disuguaglianza, tensione e malcontento. L’odio emerge spesso come risultato della disuguaglianza esistente nella società. In effetti, in una società che aspira all’egemonia, un gruppo svantaggiato può tentare di spingerne fuori un altro per consolidare il proprio posto nella gerarchia sociale. Il «movimento» trumpista funziona esattamente allo stesso modo e può sopravvivere solo in una società già affetta da disuguaglianze. Per un leader è più facile mettere singoli individui gli uni contro gli altri che tentare di affrontare questo genere di problematiche. Non bisogna farsi ingannare però: non si tratta solo di ciò che è più facile, ma di un consapevole abuso della vulnerabilità delle persone svantaggiate per fini politici.

Europa ed estrema destra

Dall’altra parte dell’Atlantico è facile per noi sederci, osservare da lontano lo svolgersi di questi eventi e dirci che il mondo in cui viviamo è oramai diverso. I paesi europei non sostengono il trumpismo, ma le loro frange di estrema destra vi somigliano parecchio. Questi partiti hanno ripetutamente utilizzato i capri espiatori come parte integrante delle loro politiche del terrore. L’islamofobia ha preso piede in tutti i paesi europei, in particolare in Francia, dove partiti politici come il Fronte nazionale (ribattezzato Rally nazionale) hanno recentemente raccolto consensi. Sebbene il partito di Le Pen non abbia mai ottenuto la maggioranza, l’infervoramento dei suoi sostenitori è ancora percepibile. La decisione di Macron di sbarazzarsi del Collettivo contro l’islamofobia in Francia (CCIF) può essere letta come un tentativo di fare appello al sentimento fortemente islamofobo presente nel paese.

Nel Regno Unito l’odio verso i musulmani, così come per altri gruppi sociali – ad esempio i cittadini originari dell’est Europa –, non solo ha stimolato un evidente sentimento nazionalista nel paese, ma ha anche contribuito al suo distacco dall’Unione europea. Il linguaggio aggressivo e violento adoperato dai partiti politici contrari all’immigrazione come l’UKIP, UK Independence Party (Partito per l’Indipendenza del Regno Unito), il BNP, British National Party (Partito Nazionale Britannico) e altre organizzazioni come la English Defense League, fa eco al linguaggio usato dagli assaltatori del Campidoglio degli Stati Uniti la scorsa settimana.

In Ungheria, la retorica anti-immigrazione è stata utilizzata da parte del partito di estrema destra Fidesz per ottenere consensi, e lo stesso si può dire per la scelta di fare dei gruppi LGBTQI+ un capro espiatorio. Viktor Orbán, primo ministro ungherese e leader del partito Fidesz - Unione Civica Ungherese, sostiene i cosiddetti «valori cristiani» nel paese, ed è arrivato a modificare il testo costituzionale per adeguarlo al rispetto di questi «valori». In Polonia la musica è la stessa: il presidente Andrzej Duda, manifestamente omofobo e transfobico, è salito alla ribalta, sostenendo che l’ «ideologia» LGBTI sia peggiore del comunismo. La popolarità di questa retorica si manifesta nella pratica di più di 80 amministrazioni comunali polacche che nel 2019 si sono proclamate «libere dall’ideologia LGBTI», autodefinendosi «zone franche LGBTI». La vittoria di Duda e di Orbán, il successo di Le Pen e la vittoria di Trump testimoniano il potere che la classe politica ha di identificare un «nemico» e convogliare l’odio instillato nei suoi elettori contro di esso. Sebbene questa tendenza abbia preso piede in continenti diversi, è importante indagare l’influenza che il trumpismo ha avuto sulla politica europea di estrema destra e viceversa, così come il suo ruolo nell’ascesa dell’ideologia di destra su scala globale.

Che cosa ci aspetta?

Queste tendenze rappresentano un enorme ostacolo per il progresso dei diritti umani in tutto il mondo. Fioriscono in società diseguali e ne radicalizzano le disparità attraverso la retorica dell’odio e dell’intolleranza. Oltre che nella mera retorica, queste raggiungono il loro culmine in atti discriminatori reali e tangibili che colpiscono i gruppi più deboli della società. Ad esempio, negli ultimi anni nel Regno Unito, i crimini d’odio e i fenomeni di razzismo sono aumentati, soprattutto dopo la Brexit. Forse in una società più equa questo tipo di ideologia non riuscirebbe mai a mettere radici: di conseguenza, per affrontare la pericolosità delle politiche di estrema destra è fondamentale risolvere prima di tutto la questione dell’uguaglianza sociale.

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