La manifestazione
Sono le 12:00 di una mattinata piovosa a Magdeburgo, città tedesca della Sassonia Anhalt (ex-Germania dell’Est) nella quale sto terminando uno stage di alcuni mesi. Il mio amico e collega tedesco Mario (che sarà il mio Virgilio per tutto il resto della giornata) viene a casa mia, ed insieme ci avviamo verso la manifestazione pacifica, organizzata dalla Buendnis gegen Rechts (Alleanza contro il Nazismo), per protestare ed indignarci contro un’altra manifestazione, quella neo-nazista, che avrà luogo nel pomeriggio in città. Per capire fino in fondo è bene ricordare che, il 16 dicembre dell’anno 1945, Magdeburgo fu bombardata e letteralmente rasa al suolo dagli anglo-americani.
Accade così che, da alcuni anni, diversi gruppi neo-nazisti prendono come pretesto quell’evento per scendere in strada, manifestare e dire quanto male abbiano fatto le potenze alleate alla Germania ed al suo popolo.
… il 16 dicembre dell’anno 1945, Magdeburgo fu bombardata e letteralmente rasa al suolo dagli anglo-americani …
… il corteo pacifico…
Il corteo pacifico al quale partecipo tocca diversi luoghi di Magdeburgo, tra i quali lo spiazzo dove in passato sorgeva la sinagoga, per terminare di fronte alla cittadella verde dell’artista austriaco Hudertwasser. Qui il sindaco ringrazia i manifestanti per il coraggio di scendere in strada e dimostrare contro la follia dell’ideologia nazista che ancora oggi esiste in Germania. Dice parole dure contro di essa, poi un baritono intona canzoni che inneggiano alla libertà e alla fratellanza. Tutto questo accade in una città blindata, con la polizia in tenuta antisommossa intorno a noi che ci ha scortato per tutto il tragitto.
… gli autonomi …
Alle 2:00 giunge alla cittadella anche una manifestazione di autonomi anarchici e punks. Il corteo è ancora più blindato del nostro. Polizia ovunque. Quando ci avviciniamo, incuriositi dal loro frastuono, i poliziotti ci bloccano: basta avere un cappuccio in testa (e, visto la pioggia, il sottoscritto lo indossa) ed essere sui 20 anni per essere fermati, esser visti come sospetti in cerca di guai e rispediti indietro. Mario mi dice che il rischio più grande è che gli autonomi incontrino i neo-nazisti. Il percorso di questi ultimi è sconosciuto ai molti, anche se si sa che partiranno intorno alle tre, dalla stazione centrale della città.
Il gruppo di autonomi estrae improvvisamente diverse bandiere: americane, inglesi, israeliane e francesi. Chiedo a Mario il motivo. Mi risponde che molto probabilmente saranno presto bruciate dagli stessi manifestanti. Ma non resto lì abbastanza per vedere questo vergognoso atto.
Sono le 3:00 e comincia a piovere più forte e il cielo è sempre più grigio. La manifestazione pacifica ha termine con il discorso di un esponente regionale del Partito Socialista. La città è ancora più blindata e deserta. La mia curiosità mi spinge a chiedere a Mario di avventurarci verso la stazione per vedere da vicino la parata neo-nazi e la follia di queste persone. Mario mi dice che è pericoloso e difficile perché siamo ragazzi e certamente le forze dell’ordine non ci faranno passare, ma io insisto.
Alle 3:30 proviamo l’avvicinamento, per ben tre volte i poliziotti ci fermano. Al quarto posto di blocco mi levo il cappuccio, mi apro il giaccone e mostro il mio “neutrale ed innocente” maglione azzurro, così sotto lo sguardo di due poliziotti in tenuta antisommossa passiamo indisturbati e ci avviamo verso la stazione. Ci teniamo comunque ad una distanza di sicurezza perchè Mario mi raccomanda di essere prudente, può sempre avvicinarsi qualche fanatico e dire qualcosa visto che non siamo stati invitati e , non ultimo, visto che io parlo solo inglese. Intorno a noi quasi nessuno, soltanto polizia. I neo-nazisti stanno tenendo un discorso, si riescono a scorgere le loro bandiere. Ascoltare le loro parole, anche se non le capisco, catapulta indietro di 70 anni ed è terrificante. Solo nel tono si percepisce la rabbia, l’arroganza ed il fanatismo. Poi si muovono ed iniziano la loro lugubre sfilata. Io e Mario entriamo in uno dei pochi bar aperti lungo la strada, un po’ per essere più al sicuro, un po’ perché fuori piove e dirotto.
… il corteo neo- nazista …
Prima passano diversi mezzi della polizia, poi un centinaio di poliziotti. Si sente una musica che esce da un altoparlante posto in testa al corteo. L’inverno di Vivaldi. Quindi ecco passare i primi. Neri. In silenzio. Teste rasate. Bandiere naziste. Striscioni che inneggiano cose irripetibili. Con arroganza si guardano intorno per assicurarsi che nessuno mostri segni di disapprovazione. Ma la cosa più agghiacciante è la fierezza nei loro sguardi mentre marciano. La poca gente ai bordi della strada li guarda impietrita, ma nessuno osa dire una parola. Sono tanti. Forse seicento o settecento. Vengono da tutta la Germania. Sfileranno per le vie di Magdeburgo fino alle cinque del pomeriggio.
Mario mi dice che sono in lutto, ricordano i caduti nazisti morti sotto i bombardamenti alleati, per questo sono così calmi, altrimenti le loro dimostrazioni sono ben più rumorose e spesso, molto spesso, violente.”
É stato un pomeriggio terribile, vedere tanti ragazzi e ragazze così giovani marciare per diffondere una ideologia basata sull’odio, sulla repressione, sulla violenza e sulla coercizione totale, e soprattutto vedere che avessero ancora il potere di tenere in scacco una città per una giornata. In un articolo che è stato pubblicato su questo magazine (inserire collegamento all’articolo sullo Spirito Europeo) ho fatto leva sull’estrema importanza dell’educazione tra i giovani, nell’insegnamento di un senso civico e di una cultura europea.
… è stato un pomeriggio terribile, vedere tanti ragazzi e ragazze così giovani marciare per diffondere una ideologia basata sull’odio …
Non voglio indagare sulle ragioni del comportamento di questi 600 folli, ma una cosa è certa, essi non hanno nessun concetto di Europa unita e di fratellanza tra i popoli. Essi sono imbibiti di un fervido nazionalismo obsoleto e pericoloso. Questo è quello che, ancora oggi, possono portare certe ideologie, basate sul culto della nazione. In Europa, la Germania non è l’unica nazione ad avere questo negativo esempio di associazionismo. Belgio, Danimarca, Svezia, Italia, Francia e parecchie nazioni nell’Est europeo devono fare i conti con questa piaga. In Italia la famosa legge 20 giugno 1952, n. 645 (conosciuta anche come legge Scelba) con il suo seguito burocratico non è stata praticamente mai applicata.
Ma la soluzione non sta nell’emanare leggi che, di fatto, vietano un certo tipo di espressione e di associazionismo. In una società moderna e democratica che ha fatto i conti con il proprio passato e con una scuola che svolge in maniera seria la propria funzione, certi problemi, non dovrebbero nemmeno esistere.
… e lo Spirito Europeo …
Questa è la prova che non esiste nessuna fine della storia, come qualcuno vorrebbe fare credere, e che certi predicatori di odio e nemici dell’Europa unita, sono ben lontani dall’essere scomparsi. C’è ancora tanto da fare per debellare questo cancro che ancora affligge la nostra Europa e per diffondere lo Spirito Europeo.




