
Il caso che in questi giorni è esploso, mobilitando i mezzi di informazione e facendo tremare il nostro debole esecutivo, è quello dell’indagine della procura di Catanzaro, che vede contrapposti il pubblico ministero Luigi De Magistris e il ministro della giustizia, Clemente Mastella, che per il caso «Why not» è appena stato iscritto nel registro degli indagati.
Clemente Mastella, che per il caso «Why not» è appena stato iscritto nel registro degli indagatiLa riflessione che si impone non riguarda solo la cattiva amministrazione, che collusa con altri poteri forti stende i suoi tentacoli fino ad arrivare in parlamento, ma riguarda l’ambivalente e contraddittorio europeismo che la nostra classe politica spesso manifesta. Senza voler fare la storia di questa vicenda, che affonda le radici nel sottobosco dei concorsi per gli appalti, delle assunzioni poco chiare, dei finanziamenti ancora più oscuri a politici locali, quello che il p.m. de Magistris ha scoperto, e su cui difficilmente continuerà a lavorare, è un enorme buco nero, dove finanziamenti europei in maggior parte, ma anche nazionali e regionali, finivano per scomparire senza servire agli scopi per cui erano stati erogati. Ci si aspetterebbe di trovare una classe politica votata all’europeismo, visti i vantaggi che questo offre; ma sarebbe un errore.
… ci si aspetterebbe di trovare una classe politica votata all’europeismo, visti i vantaggi che questo offre; ma sarebbe un errore…Il rapporto che i nostri politici spesso manifestano nei confronti del loro continente fa onore alla poesia latina: amore e odio; ma a differenza di Catullo, questo doppio sentimento così contrastante, non è per nulla motivo di cruccio. Vi sono politici che da un lato hanno fatto dell’antieuropeismo un cavallo di battaglia, una parola d’ordine da portare ad ogni comizio; si sono creati anche un nemico, l’euro, cui attribuire gran parte dei malesseri del paese. C’è però anche l’altra faccia della medaglia, i fondi europei che in cifre ingenti vengono versati per aiutare l’agricoltura, il turismo e i disagi che un paese da solo non riesce a lenire.
… vi sono politici che da un lato hanno fatto dell’antieuropeismo un cavallo di battaglia, una parola d’ordine da portare ad ogni comizio …Quello che le indagini di questi giorni stanno mostrando è che questa classe politica, così contraria all’Europa, che fa leva sulle deficienze di uno stato non sempre presente, mira a mantenere, piuttosto che risolvere, i problemi di un paese in difficoltà, per un puro interesse personale. Viene qui capovolto lo spirito che dovrebbe animare l’impegno politico, non più una classe politica al servizio dei cittadini, ma dei cittadini al servizio della classe politica.
Ecco che qui vengono a galla le contraddizioni di chi si definisce antieuropeista, ma che si scopre fortemente europeista per i vantaggi che riesce a trarne. Tuttavia come esistono gli europeisti di comodo, esistono quelli che solo a parole e non nei fatti sostengono e spingono per avere più Europa. Quest’ultimo è il ruolo che in questa vicenda sta giocando il governo italiano in carica. Dopo aver fatto del rapporto e della fiducia con Bruxelles un punto distintivo e di paragone rispetto all’attuale opposizione, di fronte ai risultati poco edificanti che le indagini di De Magistris stanno riportando, permette che il caso venga tolto a chi ha più competenze, sacrificando un’immagine di correttezza ed onestà ad una difficile stabilità di governo che difficilmente potrà ancora durare a lungo. Se questo è il segnale di discontinuità che la classe politica di sinistra vuole dare, mentre il giovane Partito Democratico è ancora in fasce, certamente la fiducia e le speranze in un futuro diverso da un passato dominato dai partiti (che, come è ben noto, sono organizzazioni poco democratiche) verranno presto deluse: tutto cambia, affinché niente debba cambiare.
… quello che si rischia è una figuraccia di dimensioni europee …Quello che è qui in gioco non è quindi soltanto interno alle dinamiche dei rapporti di forza tra maggioranza e minoranza, tra governo ed elettori, tra politici e cittadini, ma quello che si rischia è una figuraccia di dimensioni europee. E scusate se è poco.





