
IIl risultato di questo assurdo sistema è che, alla fine, ascoltando Gasparri o Bersani, si ha l’impressione che entrambi abbiano ragione. Il motivo è che, se a qualcuno vengono concessi 40-50 secondi a ruota libera, il cittadino non ha i mezzi per farsi nessun tipo di opinione. Paradossalmente con questo sistema più un politico le «spara» grosse e più consensi avrà, perché tanto non c’è nessuno che dice stop.
Sulla CNN durante la campagna elettorale americana c’era una rubrica chiamata «truth-o-meter» (misuratore delle verità). Un giornalista analizzava parola per parola i discorsi dei due candidati alla presidenza della Casa Bianca, per poi verificare se, quello che era stato detto, fosse vero o meno. Tuttavia un sistema del genere, sulle reti pubbliche italiane, verrebbe definito, magari proprio sul Tg1 dal Gasparri di turno, come fazioso, di parte, a senso unico etc etc, senza che chiaramente nessuno gli faccia notare che sulla CNN questa è la normalità.
Ma veniamo agli ultimi avvenimenti. Quanti giornalisti si sono preoccupati di richiamare alla memoria che il ritorno alle centrali nucleari è antidemocratico? La questione viene
… tre referendum l’8 ed il 9 novembre ’86 …
prima di approfondire il discorso sicurezza e fattibilità. Cerchiamo allora di fare chiarezza su quello che è successo l’8 ed il 9 novembre del ’86. In tre referendum il popolo italiano aveva votato: NO alla scelta da parte del CIPE dei siti su cui costruire le centrali nucleari; NO ai compensi ai comuni che ospitavano il nucleare; NO alla partecipazione dell’ENEL a progetti nucleari anche internazionali.
Andarono a votare quasi 30 milioni di persone, il 65% della popolazione italiana, ed il risultato fu un secco e chiaro NO. Ecco che nel nostro Paese i cittadini, il Popolo Sovrano, viene sempre invocato, ma alla fine non lo ascolta mai nessuno e chi dovrebbe fare notare queste cose, i media, vero fulcro della democrazia, tacciono.
Per esempio in Bulgaria e Slovacchia l’ENEL partecipa alla produzione di energia elettrica generata dalle centrali nucleari. Il maggior azionista ENEL è il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il 21,7% (al 31 dicembre 2007) ovvero noi cittadini. A cosa serve un referendum se tanto il popolo non ha voce in capitolo? Se i media trattassero questo argomento con un po’ più di professionalità, raccontando e approfondendo questi temi, forse le reazioni tra l’opinione pubblica sarebbero diverse.
La settimana scorsa è stato spazzato via il referendum dell’1986 nella sua interezza,ma su tutti canali nazionali abbiamo visto un’altra cosa: il solito spettacolo, Roma, due leaders, tutto perfetto, luci colori, affreschi, tutto già visto.
I cittadini italiani si sono visti sottrarre la loro sovranità da un accordo bilaterale dal sapore pre Unione europea. Dove sono gli esponenti leghisti ora? Dove sono quelli che aizzano
… un accordo bilaterale dal sapore pre Unione europea …
la piazza contro Bruxelles e contro l’Unione Europea, mossi da assurdi regionalismi, ora che bisognerebbe indignarsi davvero? Berlusconi dice che il nucleare è stato bloccato dal fanatismo della sinistra, nessuno gli ha fatto notare che, se il 65% della popolazione italiana fosse stata comunista, come si spiega che il PCI in 60 anni non è mai stato al potere?


