Lutto per la perdita di Tommaso Padoa-Schioppa, fondatore dell’euro e promotore di un governo europeo dell’economia

Comunicato stampa del Movimento Federalista Europeo

, di Movimento Federalista Europeo

Lutto per la perdita di Tommaso Padoa-Schioppa, fondatore dell'euro e promotore di un governo europeo dell'economia

Il Movimento Federalista Europeo e’ in lutto per la perdita di Tommaso Padoa-Schioppa e partecipa al dolore di Barbara, Antonio e tutta la famiglia.

Quando viene a mancare un grande uomo, che con il suo pensiero e la sua azione ha rappresentato una guida per moltissime persone si e’ assaliti dallo sgomento per il vuoto che lascia e da un senso di solitudine per la perdita di un punto di riferimento.

Dopo essere stato uno dei fondatori dell’euro, - ricorda Lucio Levi, Presidente del Movimento Federalista Europeo - Tommaso Padoa-Schioppa era impegnato nella progettazione di un governo europeo dell’economia basato su risorse proprie e di una moneta di riserva mondiale, cui si era dedicato con straordinaria energia dopo l’esplosione della crisi finanziaria internazionale.

E’ soprattutto per questa parte del suo impegno intellettuale e politico che il MFE lo ricorda, con la determinazione a operare per la realizzazione del suo disegno incompiuto.


_ fine del comunicato _ _ _

A cura dell’Ufficio stampa del Movimento Federalista Europeo, 0039.347.0359693, ufficiostampa chez mfe.it
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Il Movimento Federalista Europeo

Il Movimento Federalista Europeo e’ stato fondato a Milano il 27-28 agosto 1943 da un gruppo di antifascisti raccolti intorno ad Altiero Spinelli. I principi sulla base dei quali esso e’ nato sono contenuti nel Manifesto di Ventotene, elaborato nel 1941 dallo stesso Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e Eugenio Colorni. L’analisi e le proposte politiche contenute nel Manifesto si basano sulla presa di coscienza della crisi dello stato nazionale - ritenuto la causa principale delle guerre mondiali e dell’affermazione del nazifascismo - e sulla convinzione che solo il superamento della sovranita’ assoluta degli Stati attraverso la creazione di una Federazione europea avrebbe assicurato la pace in Europa. L’MFE si differenzia radicalmente dai modelli normali di organizzazione politica, i partiti e i gruppi di pressione. Diversamente dai gruppi di pressione, che cercano solo vantaggi particolari per gruppi particolari senza modificare necessariamente l’assetto dei poteri costituiti e a differenza dei partiti, che hanno come quadro privilegiato di azione il quadro nazionale, l’MFE esercita un’iniziativa politica autonoma rivolta alla fondazione di uno Stato nuovo, la Federazione europea.

Il 21 maggio 2006 in occasione della sua prima visita ufficiale a Ventotene il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano dichiaro’ che ’’per rilanciare l’idea di Europa c’e’ bisogno dell’impulso dei giovani, il cui sentire europeo si e’ fatto naturale e profondo, e nell’avanguardia della Gioventu’ Federalista Europea ( la sezione giovanile del Movimento Federalista Europeo) la molla piu’ forte’’.

Movimento Federalista Europeo Sezione italiana dell’Unione Europea dei Federalisti e del World Federalist Movement Via Poloni, 9 - 37122 Verona - Tel. e fax +39 045 8032194

Immagine: Tommaso Padoa-Schioppa. Fonte: Flickr

Tuoi commenti

  • su 26 dicembre 2010 a 22:11, di Sàntolo Cannavale In risposta a: Tommaso Padoa-Schioppa: l’economista che guardava lontano

    Ricordo un aneddoto riguardante Tommaso Padoa-Schioppa, scomparso il 18 dicembre 2010.

    Era il mese di ottobre del 2006. Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell’Economia del 2° Governo Prodi, intervenne all’assemblea dei giovani imprenditori di Confindustria a Capri. Il Ministro iniziò la sua relazione incentrata sul risanamento necessario dei conti dello Stato e sul rilancio dell’economia.

    Dal sito internet: tommasopadoaschioppa.eu si può rileggere parte del suo intervento che, considerate le vicende di alcuni Paesi della zona euro legate proprio a difficoltà di bilancio, appare ancora più interessante ed attuale. “Per crescere, un paese ha bisogno di investire in capitale fisico e umano: infrastrutture, ricerca, ambiente, sicurezza. Per farlo, spesso si ricorre al credito, nell’attesa che l’investimento dia i suoi frutti. All’Italia, però, questa strada è da tempo preclusa, per l’ingente debito pubblico già accumulato. Per noi la parola d’ordine è, dunque, “liberare risorse”: recuperare efficienza al sistema, risanare i conti pubblici, tornare al pareggio di bilancio. Dall’abbattimento del debito (risanamento) possono venire le risorse utili a rilanciare l’economia (crescita) e a finanziare interventi sociali (equità). Se non si avvia questo circuito, non si torna a crescere e il disagio sociale aumenta.”

    Molti dei presenti nell’ampia sala del Quisisana (dubito che i disturbatori fossero tutti giovani imprenditori) incominciarono a rumoreggiare. La fastidiosa, crescente provocazione andò avanti per un quarto d’ora e più. Ero presente alla scena e posso testimoniare la pesantezza del clima e la pretestuosità dell’atteggiamento ostile ed irriverente nei confronti del Ministro.

    Qualunque relatore, in quelle condizioni, avrebbe rinunciato all’intervento abbandonando velocemente la sala. Tommaso Padoa-Schioppa, senza scomporsi minimamente, andò avanti con le sue meditate riflessioni.

    Il rumorio andò scemando e, come d’incanto, tutti i presenti cominciarono a prestare maggiore attenzione alle parole dell’ospite. Ad un certo punto si sentì un timido applauso, poi un altro, ancora un altro, in un crescendo incredibile.

    Alla fine dell’intervento dalla platea - tutti in piedi - arrivò un fragoroso, prolungato applauso all’indirizzo di Padoa-Schioppa. Era evidente il messaggio, pregno di commozione: condividiamo le tue parole, ti chiediamo scusa per essere stati “persone non proprio all’altezza”.

    Sàntolo Cannavale www.santolocannavale.it

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